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Roscigno Vecchia (SA) e il Museo della Civiltà Contadina

Autore: rosmar - Categoria: Campania, Luoghi - Tags: , , , ,

Nel Parco Nazionale del Cilento un altro paese che Fuoridalcaos vi consiglia di visitare è Roscigno, situato a 574 metri s.l.m.
Roscigno è facilmente raggiungibile dalla costa cilentina; si trova a 28 km dall’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, con uscita al casello di Atena Lucana., si prosegue poi sulla nazionale Strada Statale n.166 e si prosegue per le indicazioni “Roscigno”.
Roscigno sorge sulle pendici del Monte Pruno, detto anche “Balcone degli Alburni”; si pensa che il suo nome derivi da “russignuolo”, termine dialettale che significa usignolo o dal latino “ruscidus” (acqua stillante).
Il paese è diviso in due parti: Roscigno Nuovo e Roscigno Vecchia, completamente disabitato a causa di diverse frane, che offre al visitatore un ambiente suggestivo e misterioso.
Da visitare: il Museo della Civiltà Contadina, la Chiesa di San Nicola di Bari (costruita nel 1770 e attualmente in restauro), la Fontana e il Campanile, tutte strutture architettoniche rimaste inalterate nel tempo, e le antiche tombe ritrovate su una piana del Monte Pruno a 2 km da Roscigno, dove sono venute alla luce abitazioni e sepolture con ricchi corredi risalenti ad un arco cronologico tra il VII e il III sec. a.C.: gioielli di ambra intagliata, armi, vasellame in argento, bronzo e in ceramica, utensili, appartenenti, tra l’altro, ad una tomba “principesca” (questo primo centro abitato è considerato il più antico villaggio enotrio-lucano).
Gli appassionati delle passeggiate nel verde possono risalire il corso del torrente Sammaro fino a giungere alla sorgente cristallina.
Due ordinanze del Genio Civile (1907 e 1908) stabilirono lo sgombero dell’antico borgo medioevale e la costruzione di nuove case in un altro centro piú a monte, in terra sicura. Nonostante gli abitanti non volessero lasciare il borgo cominciò un lento trasferimento degli abitanti.
Ma un abbandono completo non c’è mai stato: il paese si ripopola ogni giorno per il passaggio dei contadini e degli animali verso i campi, la piazza è ancora un punto d’incontro e le case meglio conservate sono diventate depositi di attrezzi e stalle.
Nel Museo della Civiltà Contadina sono stati ricostruiti gli antichi usi della civiltà contadina cilentana e raccolti strumenti di lavoro e di vita quotidiana, nonché foto storiche.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 13.00, il sabato e la domenica anche dalle ore 15.00 alle 17.00 e l’ingresso è libero.
Se avete qualche minuto dedicatelo anche a fare una chiacchierata con simpatico personaggio del luogo, anzi l’unico abitante del paese abbandonato: è il custode del Museo della Civiltà Contadina, il Sig. Giuseppe (soprannominato Libero o Peppino) il quale vi racconterà alcuni aneddoti su Roscigno Vecchio e magari spalancherà le porte della sua modesta dimora recuperata con piccoli interventi di restauro ma dove tutto è rimasto come un tempo.
La tipica casa contadina che si può vedere a Roscigno Vecchia è di pietra, legata con malta di calce e sabbia locale, col tetto coperto di embrici in terracotta; in genere è a due livelli: al piano terra c’è la stalla, che era usata anche per servizi igienici, un deposito per attrezzi agricoli, una legnaia e una cantina per olio, vino, frumento; al secondo piano, con solaio in legno, c’è un’unica camera da letto e una cucina col camino. I due piani sono collegati da una scala interna di pietra o di legno. Al di sopra una soffitta di travi di legno, ben ventilata, era adatta per conservare o essiccare alimenti.
Durante i mesi estivi Roscigno Vecchio si anima con diverse manifestazioni, mostre, sagre gastronomiche e spettacoli.
Particolarmente sentite sono le feste della Madonna di Costantinopoli che si tiene la prima domenica dopo Pasqua e quella di San Rocco, Patrono del paese il 16 agosto.

Per ulteriori info: www.roscignovecchia.it

 

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